“Efficientamento Energetico” per le imprese tessili del pratese

Bando di contributo a fondo perduto a sostegno di progetti per realizzare programmi di investimento che hanno come obiettivo l’efficientamento energetico o la riduzione dei costi di approvvigionamento energetico.

Chi sono i beneficiari?
Imprese operanti nel settore tessile facenti parte del distretto industriale pratese che, alla data di presentazione della domanda, sono regolarmente costituita, iscritte e attive nel Registro delle Imprese e svolgono quale attività primaria nelle localizzazioni oggetto dell’intervento, una delle attività individuate dai codici ATECO 2007 della Divisione 13 (Industrie tessili), ad eccezione del codice 13.00.

1. Intervento ammesso A

Efficientamento energetico del processo produttivo (innovazione di processo – sostituzione e ammodernamento di macchinari, impianti e linee produttive esistenti con macchinari, impianti e linee produttive ad elevata efficienza energetica (elettrica e/o termica) che prevedono l’applicazione di nuove tecnologie – interventi innovativi volti a ridurre gli sprechi di energia), nonché efficientamento energetico degli impianti ausiliari all’attività produttiva.

2. Intervento ammesso B

Installazione, per sola finalità di autoconsumo, di impianti a fonte rinnovabile per la produzione e la distribuzione dell’energia termica e/o elettrica all’interno dell’unità produttiva, inclusi i sistemi di accumulo e stoccaggio. Il dimensionamento massimo degli impianti ammissibili ad agevolazione dovrà essere non superiore ai documentati fabbisogni annuali di energia del beneficiario nell’anno 2021 o nel 2022 se disponibile, riportati in diagnosi energetica e da presentare obbligatoriamente in fase di domanda. E’ consentita la cessione all’esterno dell’energia rinnovabile autoprodotta con impianti ammessi ad agevolazione esclusivamente nel caso di immissione in rete di quantitativi in esubero dovuti a periodi fisiologici di inattività del sito produttivo (festività, ferie, manutenzione etc.) e limitatamente a tali flussi.

3. Intervento ammesso C 

Installazione di impianti di cogenerazione – trigenerazione – sistemi ausiliari della produzione.

4. Intervento ammesso D 

Installazione di sistemi di gestione e monitoraggio dell’energia.

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Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha approvato la proposta di decreto per incentivare l’agri-voltaico innovativo. Obiettivo dell’intervento, previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è installare almeno 1,04 GW di impianti agri-voltaici entro il 30 giugno 2026.  Il testo è ora stato trasmesso alla Commissione europea, dalla quale si dovrà attendere il via libera per l’effettiva entrata in vigore.

«L’autonomia energetica», spiega Pichetto Fratin, «si costruisce anche puntando sulla vocazione agricola di una grande parte del nostro Paese. Oggi la sfida è far coesistere nei campi l’eccellenza agricola con soluzioni nuove per generare energia pulita. Assieme alle comunità energetiche, questo è probabilmente uno dei provvedimenti più qualificanti».

Il decreto ministeriale prevede in particolare il riconoscimento di un incentivo composto da un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% dei costi ammissibili e una tariffa incentivante a valere sulla quota di energia elettrica prodotta e immessa in rete. Ad essere sostenute saranno in particolare soluzioni costruttive innovative, prevalentemente a struttura verticale e con moduli ad alta efficienza.

Per promuovere l’agrivoltaico e per l’accesso alle procedure sono previsti due distinti contingenti di potenza. Un primo contingente di 300 MW destinato al solo comparto agricolo per impianti di potenza fino a 1 MW. Un secondo, invece, è aperto anche alle associazioni temporanee di imprese composte da almeno un soggetto del comparto agricolo per impianti di qualsiasi potenza. Elemento fondamentale della misura, per garantire la realizzazione di progetti che generino benefici concorrenti agricoltura/energia e valutarne gli effetti nel tempo, è il sistema di monitoraggio. È previsto infatti che queste installazioni garantiscano la continuità dell’attività agricola e pastorale sottostante l’impianto per tutto il periodo di vita utile degli impianti. L’obiettivo è inoltre quello di monitorare il microclima, il risparmio idrico, il recupero della fertilità del suolo, la resilienza ai cambiamenti climatici e la produttività agricola per i diversi tipi di colture.

Il Pnrr attribuisce a questo investimento risorse finanziarie pari a quasi un miliardo e cento milioni di euro. Gestore dell’intera misura e dell’accesso al meccanismo incentivante è il GSE.

*fonte Solare B2B

Il GSE ha aggiornato e semplificato le “Procedure per la gestione degli interventi di manutenzione e ammodernamento degli impianti”.

L’aggiornamento è già operativo e prevede un processo di gestione delle comunicazioni più funzionale. In particolare, le nuove procedure intendono snellire gli adempimenti necessari al fine di comunicare al GSE l’avvenuta realizzazione degli interventi. Ampliano l’insieme degli “interventi non significativi”, per i quali i soggetti responsabili non sono più tenuti a inviare comunicazioni e ad attendere istruttoria del GSE. Al contempo prevedono una razionalizzazione delle regole da osservare per gli “interventi significativi”.

Le nuove procedure si applicano anche alle istruttorie già in corso, per le quali il GSE ha attivato azioni volte a recuperare il ritardo accumulato.

*fonte Italia Solare