RISOLUZIONE ANTICIPATA DEGLI INCENTIVI

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RISOLUZIONE ANTICIPATA DEGLI INCENTIVI

Impegna l’esecutivo a considerare la risoluzione anticipata degli incentivi agli impianti FV sotto ai 3 kW in tutta Italia e a quelli di ogni taglia nelle aree colpite dal sisma. L’ordine del giorno è stato approvato nella conversione del DL Sisma, dopo che è stato ritirato un emendamento sul tema.

C’è ora anche un impegno del Governo sulla risoluzione anticipata degli incentivi al fotovoltaico in conto energia, soluzione di cui si sta parlando molto nel mondo nel fotovoltaico italiano e che sembra essere vista con favore anche dal GSE.

L’esecutivo ha infatti accolto un ordine del giorno sul tema, nato da un emendamento ritirato al Ddl di conversione del DL Sisma 17 ottobre 2016, n. 189, approvato ieri dall’aula del Senato e inviato alla Camera.

Si tratta dell’odg Berger G7.0.300 (in allegato) che impegna il Governo ad affrontare e risolvere le problematiche rilevate dall’emendamento 7.0.300 (ritirato), che prevede, come anticipato, la possibilità per chi ha un impianto fotovoltaico in Conto Energia sotto i 3 kW di accedere alla risoluzione anticipata, possibilità che nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli ultimi eventi sismici sarebbe estesa agli impianti FV di qualunque taglia.

Altro odg sul fotovoltaico accolto dal Governo nello stesso ambito, il Mandelli G6.100, che impegna il Governo a valutare l’opportunità di includere tra gli interventi sugli immobili distrutti o danneggiati dal sisma, ammessi al contributo per la ricostruzione e la riparazione, anche l’installazione di impianti per la produzione di energia da rinnovabili destinata all’autoconsumo.

Tornando alla risoluzione anticipata, l’emendamento trasformato in odg accolto prevede che la richiesta sia presentata dal primo giugno al 31 dicembre 2017 e che l’importo sia calcolato “tenendo conto, per ogni singolo impianto, del valore complessivo dell’incentivo che sarebbe stato percepito dall’impianto stesso, applicando un tasso di attualizzazione del 6 per cento.”

 

Il GSE – si propone Gestore – dovrebbe assicurare le risorse finanziarie necessarie “individuando idonee modalità, in raccordo con Cassa depositi e prestiti, e utilizzando i propri flussi di cassa”.