Lo sapevate…? I moduli CIS di Solar Frontier non necessitano del collegamento a terra e funzionano anche con inverter senza trasformatore

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Lo sapevate…? I moduli CIS di Solar Frontier non necessitano del collegamento a terra e funzionano anche con inverter senza trasformatore

Ancora oggi è ampiamente diffusa la falsa credenza che sostiene che i moduli CIS di Solar Frontier debbano avere un collegamento di un polo a terra e che, per questo motivo, non possono essere installati con inverter senza trasformatore. È ora di sconfessare questo pregiudizio. Per farlo, è necessario dare un’occhiata alla differenza principale tra i due metodi di produzione esistenti per i moduli a film sottile. Mentre la maggior parte delle altre tecnologie a film sottile è prodotta con una struttura a “superstrato”, Solar Frontier impiega il metodo a “substrato”. Qual è la differenza? Principalmente, il montaggio degli strati dei moduli può essere eseguito in due metodi diversi. Il metodo più diffuso è quello a superstrato, nel quale gli strati fotovoltaici attivi sono applicati direttamente sul lato posteriore del vetro frontale. Ciò significa: il vetro frontale viene girato e su di esso si applicano uno dopo l’altro il polo negativo trasparente (TCO = transparent conductive oxide), gli strati fotovoltaici attivi, in questo caso a-Si oppure CdTe, il polo superficiale positivo e, per finire, la pellicola protettiva posteriore.?Invece, nel caso del modulo SF-CIS, gli strati sono applicati in successione inversa su un vetro di supporto più sottile: dapprima il polo positivo in molibdeno, gli strati CIS e di tampone, e sopra ad essi il polo superficiale trasparente TCO. Tutto ciò viene incapsulato nel laminato EVA protettivo, e posizionato sotto al vetro frontale (substrato). L’incapsulamento EVA appena citato funge ora, tra le altre cose, da barriera per la migrazione di ioni di sodio dal vetro frontale al polo superficiale TCO. Nel caso di moduli a superstrato questo fenomeno si verifica con una maggiore probabilità, ed è ulteriormente favorito dal graduale penetrazione di umidità nel modulo. L’inevitabile risultato è la delaminazione degli strati del modulo, seguita da perdite di potenza. Per evitare ciò è necessario realizzare nel modulo un contropotenziale che impedisca questo passaggio di ioni, e ciò viene realizzato per mezzo di un collegamento negativo a terra. A sua volta tale collegamento negativo a terra ha per conseguenza il disaccoppiamento galvanico, che può essere raggiunto solo tramite l’impiego di inverter con trasformatore o di trasformatori aggiuntivi di separazione. Nei moduli CIS di Solar Frontier non sono necessari tutti questi dispositivi.?Conseguenza: non è necessario il lavoro aggiuntivo di messa a terra di ogni singolo polo, ed è a disposizione una selezione decisamente più ricca di inverter senza trasformatore, i quali sono inoltre più facili da montare, più leggeri e meno costosi!